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Francesco
Celi
Sarà ripristinato un treno notte – periodico – a lunga
percorrenza. Destinazione Milano o Torino. Questo è l'impegno
assunto dal premier Monti con il governatore Lombardo. Speriamo
venga rispettato in tempi brevissimi. Di più, va detto
realisticamente, non si poteva ottenere in questa fase: anche se
l'obiettivo confessato era il ripristino di due treni per il
Nord. È ovvio che la battaglia di Messina e per Messina, al di
là delle altrettanto sacre quanto tardive istanze regionali,
deve andare avanti. Chi sostiene però che si tratti di un
brodino rischia di assumere una posizione demagogica non
facilmente comprensibile. Certo, i problemi occupazionali non
saranno del tutto risolti in questo comparto, ma che si tratti
del primo atto in controtendenza assunto da un Governo nei
confronti di questa terra nell'ultimo quinquennio, è indubbio.
Adesso c'è margine per ottenere altro, un po' per volta, intanto
la slavina è stata fermata.
Al treno diurno per Milano e ai 5 treni per Roma si aggiungerà,
dunque, un treno notte per Milano o Torino: quanti lavoratori
Servirail potranno essere assorbiti non è calcolo che noi
possiamo fare. Sono 85 i licenziati, ma una sessantina sarebbero
in realtà gli interessati al "ripescaggio", gli altri sarebbero
vicini alla pensione.
In questo contesto spiragli positivi si aprono anche per i 21
cassintegrati Ferrotel (assistenza e pulizia di strutture
ferroviarie), ma ci piacerebbe sapere a questo punto quale sarà
il destino dell'Officina Grandi Riparazioni, che le Fs hanno
intenzione di dismettere entro il 2012 «per fare posto alle
opere connesse al Ponte sullo Stretto», che non c'è e che non ci
sarà, sicché la cancellazione dell'Ogr va impedita costi quel
che costi. Farebbero bene a muoversi per tempo sindaco,
presidente della Provincia, deputati nazionali che hanno tenuto
silenzioso bordone a governi di ogni risma che hanno concorso a
rendere sempre più marginale e spoglia questa città, e deputati
regionali.
Le reazioni del fronte sindacale, incomprensibilmente diviso al
di là di ogni motivazione di bandiera. Anche questa una cartina
di tornasole dei limiti di questa città, dove si marcia divisi e
si colpisce, quando si colpisce, divisi, anche quando ci sono
obiettivi condivisi. La tutela del "particolare" prevale quasi
sempre sull'interesse generale e lascia allibiti che non si
trovi un punto di sintesi almeno quando si affrontano i temi del
lavoro: tanto più che si sostengono le stesse tesi.
«Se fossero confermate le notizie riportate sugli esiti
dell'incontro tra Lombardo e Monti, pur riconoscendo l'impegno
del governatore, l'attenzione alla Sicilia del premier, ed il
piccolo passo avanti, non potremmo che esprimere un giudizio di
insoddisfazione e di insufficienza rispetto alla soluzione
individuata», affermano Filt Cgil, Orsa, Uil, Ugl e Fast.
«Prevedere il ripristino di un solo treno a lunga percorrenza –
si prosegue – non risolve la vertenza occupazionale, né risponde
alle esigenze ed al diritto dei siciliani alla mobilità e alla
continuità territoriale. Per questo per noi la trattativa
prosegue e il 2 febbraio dobbiamo ottenere di più per garantire
ai siciliani pari opportunità di mobilità e di sviluppo con gli
altri italiani. Tra l'altro», si osserva, «un solo treno verso
Milano o Torino evidentemente lascia invariato sia il nodo
occupazionale sia il problema della mobilità».
Sulla medesima posizione, e al di là delle divisioni sindacali
registrate sin qui nella conduzione della vertenza Servirail, la
Fit Cisl. «Prendiamo atto delle dichiarazioni dell'assessore
Russo sul ripristino di un treno a lunga percorrenza, riteniamo
sia anche una conquista del sindacato, ma il problema del
trasporto ferroviario in Sicilia non si risolve con un solo
treno per Milano o Torino». La Cisl torna a chiedere
«urgentemente un tavolo di confronto con tutti gli attori
interessati per affrontare le gravi carenze del trasporto
ferroviario nell'isola e del sistema infrastrutturale nel
complesso. Ribadiamo inoltre la richiesta di allungamento di due
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